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L’immaginazione è il talento per ripensare il futuro

L’immaginazione ci aiuta a dare senso e significato a scenari alternativi che potrebbero avvenire, così da poter creare un futuro nuovo. La definizione del sito web saperi.it alla parola immaginazione riporta: la facoltà di concepire nella fantasia e accostare liberamente, senza regole fisse, immagini, concetti e pensieri.

 Ogni nostra “impresa. ogni traguardo raggiunto, ha avuto immaginazione, ovvero la capacità di pensare in modo diverso ed originale un corso di azioni che hanno portato nuovi esiti e aperto nuove possibilità. Il significato dell’impresa come azione ed iniziativa importante e difficile è pertanto intimamente connesso al saper esplorare anche quello che non si vede e che riusciamo a far apparire davanti ai nostri occhi: “phantasma” (ciò che appare) in latino diventa “imago”.

Le immagini diventano come dei “simulacri”, ovvero delle figure che non corrispondono esattamente alla realtà, che simulano la presenza di ciò che non può esserci ma che si può concepire. Irrompe con forza l’idea di saper vedere e pensare al futuro utilizzando sia la nostra parte razionale e sia la nostra parte creativa e immaginativa. Dal mio punto di vista la funzione immaginativa si può e si deve nutrire di alcuni concetti di partenza quali: analogia, metafora, divergenza e lateralità, sogno.

Analogia

Il nostro fattore “esperienziale” ci porta a navigare sul terreno pratico e cercare, tra i fatti e i dati empirici, le analogie e le somiglianze tra elementi, situazioni, vissuti personali. Si stabiliscono così similitudini e si individuano relazioni arrivando a concepire delle nuove soluzioni. Ognuno di noi costruisce il suo sapere attraverso il confronto con il sapere già disponibile e questo processo gioca un ruolo importante ai fini della nostra conoscenza personale.

Questa capacità di pensare in modo analogico va applicata sapendo includere ed escludere gli elementi che occorrono per stabilire le analogie. Non si procede sulla base di una visione superficiale e immediata, ma occorre confrontare le possibili opzioni date da differenti modalità di correlare le cose e sostenere la soluzione scelta alla luce delle conoscenze e dei saperi applicati.

Immaginando relazioni possibili tra situazioni ed elementi di contesti diversi, viene elaborato un modello mentale che mette in connessione le conoscenze acquisite con nuovi ambiti di applicazione e si amplia l’orizzonte della nostra mente. Le analogie ci fanno diventare con il tempo più “esperti” e ci proiettano in un futuro ricco di stimoli e di collegamenti presi dalla realtà che viviamo.

Metafora

La metafora consiste nell’usare una parola, una frase, un discorso, per esprimere un concetto diverso da quello che si esprime abitualmente in forma semplice e accessibile. La metafora permette di illustrare con meno parole, di sintetizzare ampliandone l’immaginario, un concetto, un simbolo, un oggetto. La metafora è quindi una trasposizione simbolica di immagini.

Il “pensare per metafore” è una modalità della nostra mente. Non è relativo al solo campo poetico e artistico. La scienza contemporanea parla sempre più spesso per metafore e immagini tratte dal vivente. In fondo come forme di vita siamo nati dal “brodo primordiale”. Le metafore poetiche proiettano “il noto verso l’ignoto”nella ricerca di senso alla dimensione umana. Le metafore scientifiche si sforzano di riportare “l’ignoto al noto” per accrescere la conoscenza umana: davanti a un oggetto o a un fenomeno ancora largamente sconosciuto, si ricerca una spiegazione ricorrendo a similitudini e paralleli con un oggetto o un fenomeno conosciuto. Ecco dispiegata la potenza delle metafore quando decidiamo di utilizzarle per esplorare il nostro futuro.

 Pensiero laterale

È il pensiero esplorativo e generativo che porta infine a nuove idee e nuovi concetti in quanto si allontana dal noto e dall’atteso e non viene utilizzato come risorsa per dimostrare ipotesi precostituite. Per generare nuove risposte bisogna affrontare la sfida di allontanarsi da sentieri già visitati e battuti. “Con il pensiero verticale, uno si muove solo se c’è una direzione in cui muoversi; con il pensiero laterale uno si muove per creare una direzione”. “Non puoi scavare una buca in un punto diverso del terreno scavando sempre più in profondità la medesima buca”. Così si esprime Edward De Bono.

Alcuni fattori ci aiutano a rappresentare il pensiero laterale e sono:

  • fluidità: la capacità dimostrata da una persona di fornire il maggior numero possibile di risposte a una domanda data;
  • flessibilità: il numero di categorie concettuali alle quali le risposte del soggetto possono essere ricondotte;
  • originalità: la facoltà di esprimere idee nuove e realmente innovative, le quali portano un “salto” cognitivo, una discontinuità con le precedenti.
  • elaborazione: è l’abilità del soggetto di dare una veste concreta e operativa alle proprie idee.

Questi fattori ove coltivati, sperimentati e utilizzati, ampliano la capacità creativa delle persone.

Il pensiero laterale si fonda sulla ricerca deliberata di nuove prospettive, nuovi punti di vista da cui esaminare il problema, angoli visuali innovativi che consentono di rompere gli schemi percettivi abituali e arrivare ad un approccio originale ed efficace rispetto al tema da affrontare. Il futuro necessità della nostra capacità di divergere, di saper cogliere gli scenari possibili e creare i nostri “nuovi mondi” possibili.

Sogno

La dimensione del sogno rappresenta un universo parallelo alla vita reale ma capace, per molti aspetti, di incrociarla, influenzarla e talvolta cambiarne la direzione. Ciò che sogniamo ci aiuta “in primis” a conoscere meglio noi stessi, i nostri desideri, le paure e tutto ciò che la nostra anima desidera o teme. Il sogno è una rappresentazione così come lo è il teatro ed entrambe queste forme rivisitano, rielaborano e ricreano avvenimenti che partono dall’esperienza della realtà, eppure al tempo il primo tende a superarne le limitazioni.

Il sogno è la manifestazione della creatività individuale più spontanea e universalmente diffusa. Si manifesta con semplicità, ovvero il sognatore è quasi sempre al centro della scena principale e anche quando non è protagonista, comunque interpreta sé stesso, mantiene l’identità in cui si riconosce e il proprio punto di vista. Per questo il sogno è paragonabile a una “pieces” teatrale nella quale interpretiamo noi stessi in qualità di attori, vivendo la nostra storia in una dimensione onirica.

Proprio in questa dimensione onirica si esprime la potenza del sogno di essere un messaggio aperto al futuro: lo stesso fatto di conservare il ricordo di un sogno è un invito sottinteso a completare e risolvere il suo significato. Così possiamo agganciarci agli aspetti emozionali, suscitati e lasciati dalle impressioni del sogno e collegarli alla funzione molto importante di apertura della dimensione “sospesa” fra realtà e fantasia, fra conosciuto e misterioso.

Il sogno apre il territorio del possibile perché immaginabile, ci porta a esplorare scenari e mondi alternativi o innovativi, nei quali ci muoviamo senza rinunciare ad essere noi stessi, attivando risorse cognitive che possono permetterci di “dare senso” alle visioni. Il sogno ci permette di lavorare con la dimensione simbolica e di mettere in gioco aspetti di noi stessi che la vita reale non ci permette di esplorare. Nella frontiera dell’immaginario troviamo i simboli che possiamo richiamare ed evocare per trasformare la realtà.

Saper Immaginare il futuro

Analogie, metafore, pensiero laterale e sogno, ampliano il nostro talento di immaginare il futuro, alimentano e nutrono questa necessità vitale di pensare al domani come il luogo possibile dove stare meglio, essere più felici e realizzati.

Un circuito che parte dalle nostre emozioni, da ciò che ci fa sentire vivi e che nutre il nostro animo. Analogie e metafore possono essere evocative e altamente immaginative e quindi dare corpo alle emozioni, alle passioni, dalle quali siamo ispirati e motivati all’azione. Il pensiero laterale e divergente aiuta e favorisce la produzione di nuove idee. Il sogno, come sfida a immaginare una realtà diversa nei suoi caratteri essenziali, ci sostiene e ci proietta verso il nuovo e ci fa compiere un balzo più in là, con il cuore oltre l’ostacolo.

La dimensione dell’umano richiede salti in avanti e allo stesso tempo armonia con ciò che siamo e che ha caratterizzato il nostro percorso e la nostra storia. Saper riorganizzare“ creativamente queste forme di pensiero stimola la capacità di immaginare, ci aiuta a muoverci nella complessità del futuro senza perdere di vista il senso e la finalità della funzione immaginativa.

You may say I’m a dreamer

But I’m not the only one

I hope someday you’ll join us

And the world will be as one

Imagine, John Lennon