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Consapevolezza: il respiro profondo con il mondo

La consapevolezza è una presa di coscienza che richiede impegno, per comprendere a fondo i pensieri ed i nostri stati d’animo. Il fiume dei pensieri scorre dentro di noi, a volte impetuoso e caotico, a volte lento e inceppato. Non possiamo controllare ciò che pensiamo alla sorgente, in quanto il nostro intelletto cognitivo genera un flusso continuo, attivato da una molteplicità di percezioni esterne ed interne.

Possiamo però dirigere la nostra attenzione, scegliere quei pensieri sui quali soffermarci, sui quali effettuare altre elaborazioni, approfondimenti. La consapevolezza nasce da una riflessione intenzionale e selettiva che illumina i nostri pensieri e ci fa comprendere il significato delle nostre azioni e di quelle altrui.

Anche la consapevolezza delle nostre emozioni e dei nostri stati d’animo è altrettanto importante. Si inizia con dare un nome ai sentimenti che proviamo, per rappresentarli con chiarezza a sè stessi ed agli altri. Ogni emozione è una parte di noi che si esprime ed occorre averne coscienza per ascoltarla e quindi regolarla. Le emozioni sono informazioni importanti per esplorare noi stessi ed essere in relazione autentica con gli altri e con l’ambiente che ci circonda.

I sentimenti di fondo influenzano l’umore, ovvero il nostro stato d’animo che perdura nel tempo e che noi riferiamo contestualmente alla qualità della vita e al nostro benessere.  La consapevolezza quindi è legata in modo indissolubile al conoscere noi stessi, come dicevano i greci. E’ un respiro profondo con il quale entriamo in contatto con noi stessi e con il mondo circostante.

Lo stato di consapevolezza richiede di uscire dalla “comfort zone” nella quale facciamo le cose in modo automatico, prestando poca o nulla attenzione. Fuori dalla zona di comfort il nostro sguardo ha maggiore chiarezza e soprattutto abbiamo coscienza di come potenziare la nostra consapevolezza attraverso alcune modalità.

  1. Sviluppare la nostra intelligenza emotiva. Essere consapevoli delle proprie emozioni e delle proprie reazioni ci consente di poter intervenire in anticipo per regolarle. Significa anche avere informazioni rilevanti per poter prendere decisioni che a volte appaiono complesse e difficili.
  2. Utilizzare la relazione con gli altri. Le informazioni che ci ritornano dalle persone con cui ci relazioniamo, nei nostri diversi ruoli sociali, ci permettono di aumentare la conoscenza di noi stessi. E’ un modo immediato per confrontare come io mi vedo e come mi vedono gli altri, per verificare se quello che io immagino di me corrisponde in tutto od in parte a ciò che gli altri vedono di me.
  3. Rielaborare il nostro corso di azioni passato. C’è una consapevolezza fondamentale nel rielaborare i nostri comportamenti passati: analizzando cosa ha funzionato e cosa non ha funzionato, in relazione anche ai risultati raggiunti, comprendiamo quali sono le abilità messe in campo. Siamo più consci di quali capacità possediamo e quali ci mancano e\o possiamo far crescere.
  4. Vivere il qui e ora. Siamo capaci di cogliere il momento e di vivere l’attimo fuggente? Per farlo occorre essere in connessione con il mondo intorno a noi in quel preciso istante: ambiente, persone, sensazioni, emozioni, pensieri, azioni. Il presente ci appartiene e siamo capaci di coglierlo perché indirizziamo l’attenzione e le risorse mentali in modo mirato e cosciente, plasmando e definendo con pienezza ogni nostra esperienza di vita.

Concludo citando Dan Brown, da Il simbolo perduto, 2009. Vivere nel mondo senza avere consapevolezza del suo significato è come vagabondare in una immensa biblioteca senza neppure toccare un libro.

 

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