Coaching narrativo e maieutica del Job

Coaching organizzativo: maieutica del lavoro per il Job

Alcune riflessioni e qualche stimolo per esplorare gli aspetti salienti del Job e dei contenuti del lavoro che quotidianamente svolgiamo. Prendo spunto dagli argomenti che tratto nelle mie docenze in tema di Organizzazione e People Management ai Master post-laurea e da molti anni di Formazione per l’Apprendistato, nei quali con centinaia di ragazzi ho dialogato di ruoli, compiti, competenze e motivazione al lavoro.

Il nostro contributo lavorativo si esprime attraverso una serie di task, ovvero quelle attività finalizzate alla realizzazione degli scopi del Job, collegate quindi alla sua ragion d’essere. Considerare ed esprimere i task come attività ci aiuta a dipanare quella prima complessità lessicale espressa dal linguaggio: responsabilità, mansioni, compiti.

Come Business Coach sono consapevole dell’importanza di adottare un approccio che porti chiarezza negli elementi fondamentali del lavoro, dove la semplicità è un valore aggiunto che niente toglie allo spessore dei contenuti. Le domande ci aiutano a dare una direzione e costruire insieme una visione del lavoro condivisa, adottando un linguaggio comune e accessibile. Questo appartiene all’ambito del Coaching organizzativo.

Cosa è il Job? Ovvero quanto è importante per chi lavora comprendere l’unità-base della struttura organizzativa, costituita dall’insieme dei compiti e responsabilità assegnati ad un singolo individuo? Negli anni mi ha aiutato molto parlare di aspetto prescrittivo, ovvero la parte dei doveri, di quei compiti che in cambio di una retribuzione dobbiamo svolgere, affinché quello snodo lavorativo funzioni in termini di efficacia (finalità e obbiettivi) ed efficienza (operatività).

Cosa richiede il lavoro?

Come si può presidiare adeguatamente il Job? Cosa comprende il contenuto del nostro lavoro? In primis c’è l’ambito dei saperi: sono il nostro patrimonio di conoscenze che possiamo applicare. Quali sono i saperi di base necessari per poter svolgere le attività assegnate ad una posizione di lavoro? Quali sono le conoscenze specialistiche in termini di contenuti professionali e tecnici di quel lavoro? Come sostenere il possesso di quei saperi? Quale formazione e quale esperienza di settore?

Il sapere è il nostro know-how che poi applicheremo nei task che caratterizzano quel Job, quella posizione di lavoro. Poi vengono i task, ovvero degli insiemi di attività/operazioni omogenee di una posizione di lavoro, finalizzate al raggiungimento di obiettivi lavorativi di area.

Anche qui, in modo maieutico, sia quando mi occupo di formazione, sia quando tratto i temi del coaching organizzativo, le domande mi aiutano a far creare alle persone un collegamento tra attività svolte (il che cosa, il come e il quando) e aree di risultato delle stesse (finalizzazione). Infine a collegare le attività all’ampiezza delle relazioni di quella posizione: capi, colleghi, clienti, fornitori e altri soggetti istituzionali e non.

Ecco che iniziano a prendere forma, nella relazione di coaching organizzativo con le persone, le tre nature fondamentali dei task:

  • operativi
  • gestionali
  • relazionali

Le domande guidano l’analisi e la riflessione comune tra Coachee ed il Coach.

JOB e Coaching Narrativo

Poter “vedere” il contenuto del proprio Job

Quali sono gli aspetti esecutivi di quel Job? Quali compiti richiedono anche una certa ripetitività nel tempo?  Quali strumenti si utilizzano? Ecco che prendono forma i task operativi, caratterizzati dalla applicazione del sapere specialistico.

Quali sono gli elementi di organizzazione, di pianificazione e controllo di quel Job e come li possiamo esprimere? Quale tipo di autonomia c’è nel portare a compimento il lavoro? Quale tipo di coordinamento verso le altre posizioni di lavoro va espresso? Queste sono alcune domande che caratterizzano i task gestionali, collegati in modo più significativo all’obbiettivo di ruolo \ funzione \ impresa.

Ogni posizione lavorativa è in collegamento con altre posizioni, a volte passa i confini organizzativi ed entra in comunicazione con il contesto di lavoro: clienti, fornitori, altri interlocutori. Quali sono le relazioni significative per quel Job? Come si svolgono? Qual è la loro finalità? Che tipo di canali e modalità sono da seguire? Sono alcune domande che aiutano a mettere a fuoco gli aspetti della comunicazione e definire i task relazionali.

In modo maieutico, domandando e stimolando la ricerca di chiarezza nel linguaggio e nei contenuti, abbiamo iniziato a costruire con le persone un quadro rappresentativo del loro lavoro, che possiamo visualizzare insieme nei “Quadranti del Job“.

In questo ed in altri contributi che pubblicherò, ritengo fondamentale il tema dell’Organizzazione del lavoro “che si vede”, la visual organization. Il Coaching organizzativo ha questa responsabilità: stimolare la vista per rappresentare e migliorare il nostro “essere nel lavoro”.

This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 3.0 Italy License.

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